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Oli essenziali di timo e lavandino in aerosol

Presente il post precedente? Avevo accennato all’uso del timo e della lavanda in aerosol. Questa settimana ho sperimentato entrambe alla grande. Ebbene come gran parte degli italiani anche io e mio figlio ci siamo ammalati di influenza; come sempre sperimento su di me gli oli essenziali che voglio approfondire e questa volta sono stata molto contenta dell’efficacia di timo e lavandino in aerosol.

N.B. QUESTO POST NON è UNA PRESCRIZIONE MEDICA, SI BASA SOLO SULLA MIA ESPERIENZA DIRETTA, TI CONSIGLIO QUINDI DI CHIEDERE IL PARERE DEL TUO MEDICO O DI UN BRAVO NATUROPATA.

IL TIMO OVVERO… I PRIMI SINTOMI

Il primissimo sintomo di questa influenza, oltre a stanchezza generalizzata, è stata una semplice laringite; sentivo nella parte inferiore della gola una irritazione che mi costringeva a deglutire continuamente. Ho preparato un aerosol con 5 ml di aerobiotic gse e 1 goccia di timo vulgaris chemotipo a timolo (se non hai aerobiotic puoi utilizzare 5 ml di soluzione fisiologica oppure acqua di Sirmione), due volte al giorno.

Il timo aiuta a espettorare, è un antibatterico eccellente, infatti dopo il primo aerosol il fastidio era già scomparso e ho dormito discretamente. Unico problema: il timo provoca un po’ di irritazione sul naso e sulle labbra mentre respiri il vapore aromatico, ma scompare poco dopo (in alternativa puoi usare il timo serpillo che è un po’ meno irritante).

LAVANDINO OVVERO… DOPO LA FEBBRE

Dopo qualche giorno la febbre è scomparsa, lasciando il posto a un forte raffreddore; a forza di soffiare il naso la pelle attorno si era tutta scorticata, per cui non ci pensavo proprio a usare il timo da nebulizzare. Il lavandino invece è andato alla grande: mi ha aiutato ad aprire il naso avendo anche un effetto decongestionante sulla pelle irritata. Ho utilizzato sempre 1 goccia di lavandino con 5ml di base fisiologica. Quest’ultimo trattamento l’ho fatto fare anche a mio figlio di 4 anni (non usare assolutamente il timo a timolo nei bambini).

Penso che l’utilizzo degli oli essenziali in aerosol sia una modalità eccellente ed economica per sfruttare le loro proprietà terapeutiche.

 

 

OLIO ESSENZIALE DI ROSMARINO: CHIMICA E PROFUMO

“…Ho creduto che questa ricetta mi fosse donata da un angelo. Prendete l’acqua distillata, quattro volte 30 once, 20 once di fiori di rosmarino, ponete tutto in un vaso ben chiuso, per lo spazio di 50 ore: poi distillate con un alambicco a bagnomaria. Prendete una volta alla settimana una dramma di questa pozione, lavate con essa il viso ogni mattina e stropicciate con essa le membra malate. Questo rimedio rinnova le forza, solleva lo spirito, pulisce le midolla, dà nuova lena…”
Isabella, regina d’Ungheria

fiore di rosmarino
fiore di rosmarino

in questi giorni ho avuto la possibilità testare 2 estrazioni in corrente di vapore di rosmarino officinale coltivato e distillato a Monte Spada; Ho confrontato questi oli essenziali con alcuni chemotipi di rosmarino a cineolo e rosmarino a canfora per riuscire a capire olfattivamente, almeno a grandi linee la loro composizione chimica e di conseguenza le loro proprietà.

DESCRIZIONE OLFATTIVA delle due distillazioni

La prima è una selezione ovvero l’olio essenziale estratto durante la prima mezz’ora di distillazione (la testa ), la seconda invece comprende tutto l’o.e. dalla fine della prima mezz’ora in poi (cuore e coda ).

La selezione risulta essere molto fresca ed erbacea e la presenza di cineolo come punta è chiara e ben percepita; poco dopo subentra una nota erbacea dolce e non aspra, la presenza di canfora invece è debolmente percepita. C’è comunque una dolcezza in sottofondo, quasi di caramella.

La seconda estrazione, esprime una nota di testa meno pungente, dalle sfaccettatute più legnose, più simili volendo al profumo di un rametto di rosmarino strofinato tra le dita. Ancora più interessante è la nota finale, citrata, erbacea, che ricorda la melissa appena tagliata e la verbena odorosa.

IL CINEOLO

Uno dei composti chiave del rosmarino e di altre essenze che vedremo è L’1,8 cineolo.

Questa molecola (un ossido) è presente anche nell’eucalipto (dove viene denominato eucaliptolo), nel mirto, nel cardamomo, nell’alloro e in molti altri.

Prendiamo rosmarino, eucalipto, cardamomo, mirto

Prima che  ti descriva l’odore del cineolo mi sapresti dire qual è la nota odorosa che hanno in comune?Un aiutino puoi trovarlo in questo post.

Si è proprio quella nota pungente, fresca, medicinale, che apre il respiro; quella nota che ti evoca l’eucalipto appunto, mentre annusi il cardamomo, il mirto, e il rosmarino a cineolo e dici: caspita sembra quasi eucalipto!

Il cineolo ha proprietà espettoranti e mucolitiche, insetticide e antimicrobiche. Per questo quando scegli il rosmarino da utilizzare informati bene di quale chemotipo si tratta; quello a cineolo ha principalmente le proprietà citatate per il cineolo, quello a canfora ha una spiccata azione antinfiammatoria e anestetica locale , ed è molto efficace per il dolore muscolare.

IL ROSMARINO IN PROFUMERIA BOTANICA

Trovo che il rosmarino a canfora e la seconda estrazione di Monte Spada siano i più adatti per la creazione di profumi, perché più aromatici e armonici di quello a cineolo che ha una nota di punta più spiccata. È ingrediente fondamentale per la creazione di colonie aromatiche, rinfrescanti ed energizzanti. È una nota di punta, e armonizza benissimo con lavanda, salvia sclarea, labdano, pino, incenso e neroli oltre che con  gli agrumi in particolare il bergamotto e il limone.

Per esaltare il suo potere rinfrescante ed energizzante, abbinalo agli ingredienti delle colonia, per esaltare il suo effetto  aromatico e creare atmosfere spirituali mescolalo alle conifere e alle resine, come sempre è una questione di punti di vista, anzi di naso…

 

 

 

Note di menta in profumeria

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Il profumo della menta è ricco di memorie per chiunque, in un modo o nell’altro; potrei quasi definirlo un archetipo olfattivo, che fa parte ormai della memoria collettiva. L’odore della menta viene spesso confuso con il mentolo sostanza presente nella composizione dell’olio essenziale, che viene utilizzato come isolato per aromatizzare alimenti, prodotti cosmetici e farmaceutici; in realtà, la composizione chimica della menta o “delle mente” come vedremo, è un blend di diverse molecole odorose.

Vediamo tre essenze a confronto che apportano la nota mentolata o medicinale, e quale di queste ha l’uso più funzionale per un profumo.

SPECIE DI MENTA

Le specie di menta sono molte, le più utilizzate in aromaterapia da caratteristico profumo sono:

Mentha x piperita (peppermint): la menta più utilizzata, dall’aroma fresco e pungente, pepato appunto; arriva dentro alle narici ed apre il respiro in modo piacevole e diretto.

Menta arvensis: la più sicura in aromaterapia perché è quella con minor contenuto chetonico. Ha un aroma fresco e verde; è interessante per la sua più alta concentrazione di mentolo rispetto alle altre.

Menta spica (spearmint); è la più ricca di chetoni, in particolare il  carvone dal tipico aroma di menta; per questo motivo è bene utilizzarla con attenzione e parsimonia. Come vedremo è la più apprezzata in profumeria.

 

AROMATERAPIA

La menta piperita è efficace come tonico e stimolante della mente, della concentrazione, grazie al mentolo che esercita un effetto immediato (leggi anche qui ); la menta spica ha l’effetto quasi opposto in questo senso, perché è distensiva e rilassante: ciò è dovuto alla concentrazione elevata di carvone ( forma R di enantiomero, il chetone di cui sopra, che ha il tipico profumo di menta; la forma enantiomero S profuma di aneto ed è presente nel carvi) che ha proprio questa proprietà.

USI IN PROFUMERIA

In profumeria la nota mentolata rappresenta una sfida,un po’ come per la cannella, per non cadere nelle ovvie evocazioni degli utilizzi sopra menzionati.

Un tempo spesso la figura del profumiere si confondeva con quelle del farmacista ed erborista. La menta in un certo senso rappresenta  questo aspetto.

Dicevamo che la menta spica è la più apprezzabile per la creazione di profumi; è una nota di testa molto più diffusiva delle altre due specie: aprire il flacone di M.spica significa invadere istantaneamente la stanza con il suo profumo; è dolce, avvolgente e ricorda inconfondibilmente i chewingum alla spearmint (indimenticabili le Brooklyn alla spearmint e peppermint…). Oltre a essere molto intensa e diffusiva ha un aroma molto predominante sulle altre note, per questo ne bastano pochissime gocce in un profumo per ottenere un effetto rinfrescante sulla miscela; questo è una grande fortuna visto che il suo olio essenziale va usato con estrema cautela, o comunque sempre in diluizioni leggere. La sua evoluzione olfattiva è abbastanza stabile nel tempo, ovvero non cambia molto nel tempo, e il profumo resta pressochè immutato. Forse questa caratteristica è dovuta alla forte presenza del carvone, per cui l’essenza si comporta come una mono-nota.

È un’ottima nota di testa per profumi maschili, in particolare con il vetiver perché addolcisce senza stucchevolezza un profumo. Utile nei blend floreali per dare una punta di acerbo. Non ti dà la solita idea di menta uscendo un po dallo stereotipo.

UNA FORMULA CON LA MENTA

Già all’epoca di Septimus Piesse, noto profumiere dell’inghilterra vittoriana, si faceva gran uso di un profumo leggero a base di rosmarino, in cui è presente anche una piccola parte di menta, chiamato Acqua di Ungheria; Un esempio di” fragranza curativa” perché oltre a profumare e rinfrescare, si credeva apportasse molteplici benefici al corpo e alla mente; ho trasformato le unità di misura inglesi e le proporzioni per renderci più facile la sua realizzazione.

HUNGARY WATER (titolo originale)

ALCOOL 45,5 ML

ROSMARINO 0,57 ML

LIMONE 0,28 ML

MELISSA O,28ML

MENTA 2 GOCCE

ROSA AL 1,9% IN ALCOOL 5,7 ML

NEROLI al 10% 5,7 ML

Un’altra nota mentolata- medicinale è il wintergreen; non dimenticare che anche il geranio e la tuberosa hanno fugaci sfumature di menta…

Un esercizio divertente che puoi fare è di confrontare diverse forme di menta e catturarne le differenze olfattive: mi riferisco all’olio essenziale, alla menta fresca, alle foglie di menta essicate; sono tutti trucchi che aiutano la tua memoria olfattiva.