LE ERBE AROMATICHE: USI, INFUSI, PROFUMO

“Quando prevale una sensazione vivace, rinvigorente, canforacea, legata agli aromi del giardino (rosmarino, timo, basilico, verbena, lavanda, anice, origano, alloro, salvia, menta), parliamo di famiglia aromatica.”

(Dal libro: l’arte del profumo di Marika Vacchiattini)

TEST OLFATTIVO presso GARDEN BULZAGA, con una selezione di erbe aromatiche e profumi ispirati a queste fragranze frizzanti

LE AROMATICHE: USI, ERBE E PROFUMI

Rosmarino, origano, santoreggia, timo, lavanda, basilico, menta, salvia…

Fanno parte della nostra tradizione in cucina e le diamo anche un po’ per scontate, in realtà sono infiniti gli utilizzi che si possono fare di queste piante, come infuso o come olio essenziale

Gli infusi preparati con le erbe fresche appena raccolte hanno molte proprietà in più rispetto quelle essicate; infatti il contenuto di olio essenziale è più alto nelle fresche e il loro effetto risulta maggiore.

Per la preparazione di infusi servono 2 cucchiaini di erbe fresche tritate in infusione in 150 ml di acqua portata ad ebollizione (Per la preparazione della tisana perfetta puoi leggere questo post).

da sinistra a destra: MAGGIORANA, TIMO E ROSMARINO IN FIORE (foto 6 marzo 2017)

PROPRIETA’:

ROSMARINO: antispasmodico, digestivo coleretico, tonico stimolante;

LAVANDA: leggero sedativo, rilassante sulla muscolatura liscia dell’apparato digerente, antisettico, lenitivo antinfiammatorio;

BASILICO: digestione, crampi emicranie nervose e digestive, tonico contro stress psicofisico;

MENTA: digestivo, meteorismo, analgesico per uso esterno;

TIMO: rilassante della muscolatura liscia, fluidificante del muco bronchiale (espettorante), antisettico;

ORIGANO: espettorante fluidificante del muco bronchiale, distensivo della muscolatura liscia dell’intestino;

I PROFUMI PER IL BENESSERE

Le note aromatiche sono molto utilizzate anche in profumeria, sotto forma di olio essenziale per conferire aL profumo sensazioni fresche, verdi, pungenti, canforate, mediterranee; questi profumi dal punto di vista psicoaromaterapico aiutano le energie del pensiero, della razionalità e della concentrazione; servono per avere più lucidità mentale, più attenzione nella studio e nel lavoro; questa caratteristica ha una corrispondenza  anche nella sfera fisica: infatti molte di queste essenze sono utili (in olio o unguenti da massaggio) in caso di mal di testa, cervicalgie come anestetico (menta piperita) ,antinfiammatorio e decontratturante (rosmarino e lavanda ibrida) e miorilassante (lavanda).

Test di riconoscimento olfattivo: Riconosci che aromatica è? Un test tutt’altro che facile, soprattutto quando si tratta di riconoscere tra TIMO, ORIGANO, SANTOREGGIA E MAGGIORANA! Puoi scoprire che le foglie di una lavanda inglese( in basso a sinistra nella foto) hanno un profumo simile a quelle di rosmarino, allora perché non provare ad utilizzarle per condire le patate al forno?

Alcune di queste per via dell’alto contenuto di chetoni devono essere utilizzate con cautela ed evitate in gravidanza: menta (tutte le specie), issopo, salvia officinale, santoreggia, timo per citare le più ricche di sostanze potenzialmente tossiche.

MAGGIORANA
MAGGIORANA: aromatica dolce e poco canforata, esprime note di salvia officinale

 

Per approfondimenti sulle singole aromatiche puoi leggere anche i post al tag-link ERBE AROMATICHE

Oli essenziali di timo e lavandino in aerosol

Presente il post precedente? Avevo accennato all’uso del timo e della lavanda in aerosol. Questa settimana ho sperimentato entrambe alla grande. Ebbene come gran parte degli italiani anche io e mio figlio ci siamo ammalati di influenza; come sempre sperimento su di me gli oli essenziali che voglio approfondire e questa volta sono stata molto contenta dell’efficacia di timo e lavandino in aerosol.

N.B. QUESTO POST NON è UNA PRESCRIZIONE MEDICA, SI BASA SOLO SULLA MIA ESPERIENZA DIRETTA, TI CONSIGLIO QUINDI DI CHIEDERE IL PARERE DEL TUO MEDICO O DI UN BRAVO NATUROPATA.

IL TIMO OVVERO… I PRIMI SINTOMI

Il primissimo sintomo di questa influenza, oltre a stanchezza generalizzata, è stata una semplice laringite; sentivo nella parte inferiore della gola una irritazione che mi costringeva a deglutire continuamente. Ho preparato un aerosol con 5 ml di aerobiotic gse e 1 goccia di timo vulgaris chemotipo a timolo (se non hai aerobiotic puoi utilizzare 5 ml di soluzione fisiologica oppure acqua di Sirmione), due volte al giorno.

Il timo aiuta a espettorare, è un antibatterico eccellente, infatti dopo il primo aerosol il fastidio era già scomparso e ho dormito discretamente. Unico problema: il timo provoca un po’ di irritazione sul naso e sulle labbra mentre respiri il vapore aromatico, ma scompare poco dopo (in alternativa puoi usare il timo serpillo che è un po’ meno irritante).

LAVANDINO OVVERO… DOPO LA FEBBRE

Dopo qualche giorno la febbre è scomparsa, lasciando il posto a un forte raffreddore; a forza di soffiare il naso la pelle attorno si era tutta scorticata, per cui non ci pensavo proprio a usare il timo da nebulizzare. Il lavandino invece è andato alla grande: mi ha aiutato ad aprire il naso avendo anche un effetto decongestionante sulla pelle irritata. Ho utilizzato sempre 1 goccia di lavandino con 5ml di base fisiologica. Quest’ultimo trattamento l’ho fatto fare anche a mio figlio di 4 anni (non usare assolutamente il timo a timolo nei bambini).

Penso che l’utilizzo degli oli essenziali in aerosol sia una modalità eccellente ed economica per sfruttare le loro proprietà terapeutiche.

 

 

Come scegliere un olio essenziale in una moltitudine di effetti curativi

C’è sempre stato un binomio conflittuale in me. Una parte razionale che mi spingeva a trovare la spiegazione scientifica di ogni effetto aromaterapico, e un’altra che mi chiedeva di lasciarmi andare un po’di più, di sentire e di credere. Questo binomio fa parte di me e lo apprezzo perché mi aiuta a non farmi travolgere dalle congetture e dalle credenze estreme.

Uno dei problemi più frequenti quando si vuole scegliere una determinata essenza per risolvere un determinato problema (fisico o emotivo) è la enorme quantità di usi che vengono elencati nei libri ma anche nel web, per ogni singolo olio essenziale. Non che sia generalmente sbagliato, ma la mia sensazione è che generalizzando, si cerchi di non omettere niente ma, in realtà, ciò spesso confonde le idee e fa si che( specialmente quando si iniziano a conoscere questi argomenti) l’apprendimento dell’aromaterapia sia più lento e difficoltoso.

Per esempio: Quanti oli essenziali sono definiti antimicrobici? moltissimi: lavanda, eucalipto, cannella, chiodi di garofano, timo, tea tree, e molti altri che in realtà però non possiedono questo spiccato effetto come i primi citati.

Come fare quindi a scremare, razionalizzare, fare esperienza per creare nella propria mente una pratico database di aromaterapia?

Personalmente cerco sempre di memorizzare solo uno o due effetti chiave di ogni olio essenziale e ricordare principalmente questi; sono effetti che ho visto anche nel tempo, durante il loro utilizzo su di me e sugli altri.

per scegliere queste caratteristiche chiave mi affido a diversi parametri:

  1. alla composizione chimica dell’essenza e quindi all’effetto curativo della o delle molecole con la percentuale più alta di concentrazione (tenendo conto anche del chemotipo);
  2. confronto incrociato tra più essenze con simili effetti curativi: per esempio, se dovessi  fare un aerosol per ottenere un effetto espettorante delle  prime vie respiratorie, tra lavanda e timo, (entrambe adatti come antisettici e antinfiammatori), preferirò usare il timo per il suo effetto espettorante e maggiormente antisettico. Se avessi avuto un semplice raffreddore magari avrei optato per la lavanda che ha un effetto più emolliente sulle mucose (mentre il timo ha un effetto più forte e aggressivo)ma comunque un discreto potere antisettico e antinfiammatorio.
  3. Un altro metodo di scelta è l’istinto personale, eh si. Specialmente quando scegliamo una essenza per ottenere uno specifico effetto emotivo. Se: lavanda, ylang ylang, melissa, rosa, neroli, verbena, sandalo, vaniglia sono tutte essenze delle quali si riconosce il loro effetto rilassante, personalmente in questo periodo non potrei fare a meno della verbena per il diffuso senso di benessere e conforto che mi dà. Forse non sappiamo il perché scegliamo una certa essenza, ma, dalle sue caratteristiche , possiamo estrapolare il motivo inconscio e sottile del perché ci attrae.                                               Fare esperienza diretta con gli oli essenziali e’ il miglior modo a mio parere per interiorizzare e comprendere pienamente il valore di ogni singola essenza, di ogni molecola fragrante ,di ogni odore del mondo.

 

 

 

POTENZIARE LE TISANE CON GLI OLI ESSENZIALI

Quando studiavo per la tesi durante il tirocinio presso un laboratorio erboristico nel 2004, il titolare un giorno mi disse: “devi smetterla di pensare come un farmacista”; non ce l’aveva certo con i farmacisti, quello che voleva dirmi era di smetterla di pensare a un prodotto erboristico in termini di “titolazione” ovvero di concentrazione di un singolo principio attivo per avere la certezza di un effettivo effetto terapeutico.

Uno degli insegnamenti più preziosi che ho imparato in quell’azienda è stato proprio il principio del fitocomplesso:

è la pianta nella sua totalità che va considerata per il suo effetto terapeutico, non solo un singolo estratto isolato; detto più chiaramente, si è visto che la sinergia di componenti contenuti in un estratto complesso spesso è maggiore del singolo componente anche se a questo viene attribuito l’effetto terapeutico maggiore.

Perché ho voluto raccontarti tutto ciò? Perché oggi voglio introdurti a un utilizzo degli oli essenziali molto divertente, utile e creativo, che va a ricomporre , bensì solo in parte il fitocomplesso di una pianta.

Gli oli essenziali sono una componente volatile, che nelle erbe essicate   rimangono solo in tracce; queste tracce sono il tenue aroma che percepiamo quando le annusiamo.

Questo significa che quando prepari la tua tisana, estrai quasi esclusivamente le sostanze solubili in acqua (sali minerali, sostanze amare, sostanze affini all’acqua in generale); del fitocomplesso originario della pianta che vuoi estrarre manca buona parte della componente “olio essenziale”, quindi ecco come puoi fare per arricchire di aroma e effetto curativo la tua tisana:

PROCEDIMENTO

prepara un vasetto con 50 grammi di miele (di tiglio o arancio per le tisane rilassanti, di eucalipto per le tisane antinfluenzali, millefiori o acacia per tutte);

aggiungi 10 gocce dell’olio essenziale o della miscela di essenze preferiti (vedremo in fondo al post qualche idea);

mescola molto bene e chiudi con un tappo ermetico.

questo miele aromatico non solo è ottimo per dolcificare la tisana (un cucchiaino per tazza) ma accentua anche il suo sapore e le sue proprietà (in questo caso usando essenze in accordo con la formulazione erboristica).

idee…

miele di arancio 50g- 7 gtt di arancio amaro-1 gtt di neroli- 2 gtt di limone RILASSANTE

miele di acacia 50g- 2 gtt di zenzero- 3 gtt di menta piperita- 5 gtt di limone DIGESTIVO

miele di eucalipto 50g- 5 gtt di timo vulgaris a timolo- 5 gtt di eucalipto  (eucaliptus globulus) ESPETTORANTE -ANTINFIAMMATORIO

PER AROMATIZZARE E RENDERE SPECIALE IL TUO TE’ NERO O VERDE:

sempre in 50 grammi di miele di acacia o millefiori, aggiungi 10 gocce di:

bergamotto, per realizzare il famoso Earl Grey

arancio amaro,

limone, se ti manca la fetta di limone, questa è un’ottima alternativa

menta spica, in particolare per aromatizzare il te verde

Per essenze come il gelsomino o la rosa metti solo 1 goccia di essenze in 50 grammi di miele.

Potrei dilungarmi ancora ma il post diventerebbe troppo lungo, per cui concludo qui con un piccolo N.B: mescola il miele aromatizzato prima di utilizzarlo perché questa preparazione  è una DISPERSIONE (di essenza in miele) non una SOLUZIONE (di essenze in alcool o in olio) 😉

a presto!

Giorgia