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Appunti da Smell Festival

smell3 Il mio week end a Smell Festival ( manifestazione culturale sulla profumeria artistica) inizia sabato mattina con il profumo dei fiori di lavanda Boston blue nella borsa, della brioche al cioccolato e del decaffeinato aspettando di prendere il treno per Bologna centrale. Era dai tempi dell’università che non andavo a un corso a Bologna; mi è sembrato di ritornare indietro di 15 anni (già 15??), con la differenza che adesso mi muovo da casa solo per argomenti che amo visceralmente, cosa che spesso purtroppo durante gli anni accademici non succede… Così per la prima volta sono a questa importante manifestazione, unica nel suo genere. Un appuntamento che unisce appassionati e professionisti del settore profumeria e  aromaterapia; come i circoli culturali di inizio 900, letterati e artisti si riunivano per  confrontarsi e creare un punto di scambio di idee.smell4 Ecco dai workshop alcune riflessioni  che ho pensato di condividere con voi: 1) l’odore è psicologia un modo di esprimere qualcosa di interiore; sia che tu crei una fragranza, sia che tu scegli di indossarne una. 2) il tuo background  culturale influenza il tuo approccio allo studio delle essenze e il tuo stile. Per esempio io sono di matrice erboristica, per me la profumeria significa profumo botanico. 3) ho scoperto di non essere minimamente attratta dalle molecole sintetiche; lo so che senza il sintetico oggi non è possibile fare un certo tipo di profumi adatti a un certo tipo di pubblico ( senza parlare della regolamentazione   cosmetica!), ma dopo aver annusato per una mattinata una quarantina di molecole dai diversi nomi chimici , avevo  quasi la nausea ahimè. Con le essenze naturali questo non mi succede mai.

concreta gelsomino
concreta di gelsomino grandiflorum

4) durante il workshop di Giovanni Sammarco ho avuto la possibilità di sentire per la prima volta una concreta di gelsomino grandiflorum che mi ha aperto il cuore,  con un ricco e cremoso sentore floreale. Ho avuto la conferma che c’è una differenza di qualità sostanziale tra essenze che si comprano in erboristeria ed essenze per la creazione di fragranze: ovviamente l’espressione olfattiva è più alta nelle seconde.  Io credo comunque sia possibile creare delle buone fragranze naturali anche con essenze di qualità reperibili nel  mercato erboristico o rivolgendosi direttamente a produttori locali. 5) ascoltare professionisti del settore ti fa capire a che punto sei tu nel tuo percorso, cosa devi migliorare nella tua pratica con le essenze. Ho capito durante il workshop di Roberto Dario che devo dare più enfasi alle mie descrizioni olfattive in fase di studio di un nuovo materiale; essere più fantasiosi e aperti di mente è importante, superare i limiti dell’ovvio, delle prime impressioni e aprire la mente alla creatività (e quindi anche a noi stessi). 6) con Martino Cerizza ho compreso quanto può essere moderno un profumo: io svezzata a oli essenziali sono stata travolta da accordi così moderni e nuovi (in gran parte con molecole di sintesi) a cui non avrei mai pensato. Come dice il profumiere, fare profumi solo con il naturale è come fare dipinti impressionisti, mentre fare profumeria con naturale e sintetico è come fare arte moderna. è verissimo e io sono decisamente una impressionista. 7)  per me profumo significa principalmente NATURA. Una porta verso un mondo interiore di benessere; quando lavoro con le mie essenze non esiste nient’altro e io sono in pace con me stessa; i profumi botanici mi collegano alle piante, ai boschi e a paesaggi incantati, a favole;  a volte realizzo fragranze che mi soddisfano, altre no; non importa. Sono una impressionista che ama viaggiare tra i paesaggi delle sue essenze.

il fiore, il profumiere, la fanciulla

smell2Giovedì a Smell Festival (Bologna)ho avuto la fortuna di ascoltare una interessantissima conferenza di Giovanni Sammarco su profumo e materie prime.

Il profumiere ha parlato di alcuni ingredienti naturali utilizzati in profumeria, in particolare ci ha guidato nella scomposizione olfattiva di uno dei suoi stupendi profumi, Vitrum (clicca qui) scoprendo una a una le essenze con cui è stato realizzato.

Si impara molto ascoltando chi i profumi li realizza veramente; sono occasioni preziose da non perdere.

in questo post voglio scrivere a proposito di una riflessione che ho fatto ascoltando le parole di Sammarco che riguarda  le emozioni che vogliamo trasmettere attraverso la composizione di una fragranza e quelle che poi in realtà vengono percepite.

Faccio una premessa sulla creatività olfattiva: dove inizia e dove finisce il processo creativo? Si è portati a pensare che chi crea il prodotto finito sia l’unico artista, ma c’è di più se siamo disposti a vedere le cose sotto un più ampio punto di vista.

Prendo la mia esperienza personale come esempio. Nel tempo sperimentando molte essenze ho ormai selezionato i materiali che rispecchiano il mio stile, ciò che mi piace, mi emoziona, con cui mi esprimo bene. Realizzo le fragranze che mi emozionano e mi fanno stare bene e spero  che questa visione olfattiva sia percepita   anche da chi le annusa. Ma non è sempre così: molto spesso gli altri hanno visioni olfattive ed emozioni molto diverse dalle mie che rispecchiano il loro vissuto, le loro esperienze. Ecco quindi che la creazione di un profumo non si completa con l’mbottigliamento, ma con l’emozione di chi lo indossa, di chi lo percepisce magari sfiorando la persona che lo ha spruzzato sul suo corpo o sui vestiti un’ora prima.

Tornando a me, le essenze che utilizzo provengono da tutte le parti del mondo: pensiamoci bene, vaniglia e ylang ylang dal Madagascar, benzoino dal Laos, patchouli dall’Indonesia, incenso e tuberosa dall’India, rosa dal Marocco, legno di cedro dagli Stati Uniti, geranio dall’Egitto,palmarosa dal Brasile… solo questo pensiero potrebbe bastare per  lasciarci a bocca aperta; decine di culture,  atmosfere e paesaggi dentro un flaconcino.

Chi ha prodotto questi materiali? la terra, le piante, gli alberi, il lavoro di persone lontanissime da noi, ma anche vicine; quindi, dove comincia il processo creativo del profumo? inizia (come sempre) dalla Terra, dalla sua energia e le emozioni che sentiamo aprendo il nostro flaconcino di olio essenziale; è l’energia di quel fiore, di quell’albero trasformata in essenza, in primis dalla natura  e poi dall’uomo. Infatti, a seconda del tipo di terreno, la stessa specie di pianta può produrre essenze con profumi molto diversi l’uno dall’altro; lo stesso per i metodi di estrazione: lo stesso tipo di materiale vegetale sottoposto a distillazione o estrazione con solventi  può dare  essenze dall’odore molto diverso. (leggi anche qui per saperne di più)1marzo

Dal fiore della Terra, alla fanciulla in fiore che indossa il suo profumo preferito prima di uscire a ballare, lunghissima è la catena creativa e ogni passaggio è pieno di emozione e condivisione.statua

In questo periodo amo molto l’ylang ylang, forse perché ho bisogno di un profumo che mi tranquillizzi e che mi dia buon umore. Finalmente ne ho trovato un tipo  che mi piace (questo)e ho pensato di crearmi un olio profumato.

semplicissimo: 15 ml di olio di mandorle e 16 gocce di ylang ylang.

tutte le mattine dopo la doccia lo massaggio sulla pelle ancora umida in modo che si assorba completamente. allora penso alla fortuna che ho a sentire il profumo di un fiore lontano così esotico…lo immagino…mi carico con la sua energia.