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A marzo quando ho aperto il mio adorato blog, non avrei mai pensato che mi avrebbe portato a realizzare attività e eventi così divertenti e stimolanti come quello di sabato sera: la cena gustolfattiva dove sapori e profumi autunnali si sono uniti in una armonia interessante e particolare.

L’idea originale è nata da Matteo Bolognesi, titolare dell’agriturismo Monte Spada di Zattaglia , con il quale la scorsa estate abbiamo organizzato i laboratori olfattivi sull’ olio essenziale di lavanda bio prodotto in azienda.

Attraverso uno scambio di idee, siamo riusciti a unire un menù tipico a base di prodotti locali dell’agriturismo, una collezione di tre profumi creati da me per l’occasione che rispecchiassero e esaltassero oltre agli aromi dei cibi, anche l’atmosfera autunnale di questo periodo.

Ma arriviamo al cuore della serata. Intanto devo confessare che entrare nella sala principale dell’agriturismo regala già particolari sensazioni olfattive: l’atmosfera che ricorda antichi castelli medievali, è sempre piacevolmente accompagnata dal profumo dei fiori di lavanda essicati in mazzetti deliziosi, pomander, e olio essenziale di lavanda vera e lavandino; una atmosfera accogliente che rassicura e infonde serenità, come un tempio sacro.

L’obiettivo della serata era quello di creare nei partecipanti, delle alchimie sensoriali soggettive tra percezioni gustative e olfattive evocando emozioni nuove e personali, e di capire, come una fragranza possa esaltare il gusto e viceversa.

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Ma veniamo al menù:

l’APERITIVO a base di biscottini alla salvia, treccine di pasta sfoglia al rosmarino e formaggio alla lavanda su pane nero e miele millefiori era accompagnato da un profumo Fougère aromatico a base principalmente di lavanda di Monte Spada, rosmarino selezione, salvia sclarea con una piccola base di muschio di quercia; annusando il profumo e degustando contemporaneamente per esempio le treccine al rosmarino l’aroma di lavanda prendeva il sopravvento piacevolmente e inaspettatamente anche sul gusto della pasta sfoglia.

Il tema era il bosco autunnale profumato di foglie macerate dalla pioggia e di funghi; l’immagine quella di un sentiero boscoso, con siepi di lavanda, rosmarino e salvia.

Un profumo retrò, che è stato paragonato da alcuni commensali, a dopobarba antichi e colonie di Atkinson tanto per intenderci.

Il PRIMO, il farrotto allo zafferano di Bagnara, (utilizzando il  farro biologico dell’agriturismo e lo zafferano di Bagnara dell’azienda “I Cuori“) era davvero eccellente; L’abbinamento con il profumo “fiore d’autunno” (lo zafferano) a base di tintura alcolica di pistilli Crocus sativus e un accordo ambrato botanico (vaniglia, labdano e benzoino), mi ha ragalato una magnifica immagine di un gigantesco sole dorato su un tramonto colorato con sfumature dal rosso sangue al rosa acceso…

Un profumo potente e pieno di energia data dall’aroma sensuale dell’ambra e dal colore rosso e giallo dello zafferano che sprigionava le sue dolci note tabaccate.

Il SECONDO prevedeva scaloppine al melograno come piatto principale; l’essenza di melograno faceva parte del terzo e utimo profumo, ma il connubio ideale di questa fragranza è stato con il DESSERT: mousse di torrone alla vaniglia con pere volpine al sangiovese.

Per dare l’aroma di pera ho utilizzato un estratto naturale di pera per alimenti quindi più dolce e fruttato rispetto a quello della volpina che risulta  più asciutto e selvatico. Ho notato quindi che il profumo ha aggiunto un aroma di pera classica più intenso alle pere volpine.

Nel profumo invece l’aroma di vaniglia non era così intenso come nella mousse, quindi in questo caso l’aspetto “gourmand” del profumo ha acquisito intensità assaporando il goloso dessert…

Quest’ultimo profumo che ho chiamato “Dolce Elisir” annusato mentre assaporavo il dessert mi ha fatto immaginare di essere nel salotto di una sala da tè francese di inizio ‘900 seduta a un tavolino, vestita di un lungo abito rosa antico e crema…

a differenza dei primi due profumi che definirei maschili, “Dolce Elisir ” è molto femminile, una femminilità innocente e pura fino alla nota di base poudrè, di talco; lo indosserei sicuramente ma ho deciso anche di utilizzarlo per profumare questo splendido pot pourri che ho creato per esprimere il lato dolce e romantico che c’è in me e anche un po’ bohèmien!

pot pourri bohemien

Chissà se vi ho ispirato a creare la vostra cena gustolfattiva…fatemi sapere 😉

A presto!

Gio