Perché Grenouille estraeva il profumo delle fanciulle

chi domina

gli odori,

domina

il cuore degli uomini.

(Patrick Suskind)

 

Domenica scorsa, chiaccherando con una cliente in visita al mercatino, abbiamo iniziato a parlare del libro di Suskind  “il profumo” (lo hai letto?).

Ho letto questo romanzo geniale nel 2001, allora studiavo le erbe e lo lessi curiosa di come descriveva aromi, spezie, erbe e metodi antichi di estrazione( nonostante molti ne parlino ancora oggi come un semplice giallo, io in realtà lo avevo acquistato per tutt’altro motivo).

Come spiegavo domenica, solo dopo quasi 10 anni ho compreso il vero, atroce, geniale, alchemico, animale motivo per cui Il protagonista, Jean Baptiste Grenouille estraesse con il grasso l’odore delle sue vittime: voleva estrarre i feromoni umani della seduzione, le uniche sostanze capaci di muovere il mondo, l’amore, la vita, le emozioni; le sostanze chimiche impercettibili (consciamente) all’olfatto ma che cambiano la chimica del nostro corpo senza che ne siamo razionalmente consapevoli.

Inoltre la tragica poesia si arricchisce del fatto che le fanciulle erano indirettamente viste come fiori da estrarre, giovani bellezze, una giovinezza destinata a dissolversi come i fiori e con loro anche lo squisito aroma che possedevano.

In profumeria botanica troviamo sostanze feromonali, che mimano l’effetto feromonale umano (considerate spesso erotizzanti), in alcuni oli essenziali:

gelsomino (contiene indolo sostanza fecale)

sandalo (in bassissime concentrazioni ha lo stesso odore dell’androstenolo, sostanza contenuta nel sudore maschile chimicamente simile al testosterone)

cumino (mima l’odore del sudore, in minime dosi viene usato come erotizzante nei profumi)

ambretta: unica essenza botanica a mimare perfettamente l’odore animale, muschiato.

Se non hai ancora letto “il Profumo” di Suskind, un po’ ti invidio, perché l’emozione di  leggerlo per la prima volta è unica, il suo ricordo mi accompagna da anni ed è sempre un ricordo confortante e felice, quello dell’emozione di scoprire qualcosa di nuovo, appassionante e proibito.

 

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gli oli essenziali in cucina

Uno degli utilizzi più utili e suggestivi che si possa fare con gli oli essenziali è quello in cucina. Negli ultimi mesi ho sperimentato e studiato diverse essenze, di solito meno usate in aromaterapia ma molto interessanti in cucina, come queste (le dosi sono sempre per la quantità di 4porzioni):

basilico (Ocimim basilicum): se ti manca la fogliolina fresca di basilico per il sugo al pomodoro, metti 1 goccia di basilico in un cucchiaio di olio extravergine e mettilo nel sugo a fine cottura;

Rosmarino: in questo post  spiegavo come realizzare il burro aromatizzato al rosmarino. Per condire uno stufato o aromatizzare una focaccia, metti 1 goccia di rosmarino in cucchiaio di olio e  distribuisci il condimento dove desideri.

Salvia officinale: ti manca anche la salvia per i tortelloni burro e salvia? (a me sempre) 1 goccia nel burro fuso ed è fatto! Sempre a fine cottura perché il calore intenso fa volatilizzare gli oli essenziali.

Timo : il timo nei piatti provenzali dona quel tocco di francese per le verdure o sul pane abbrustolito con il formaggio fuso che a me piace da matti. Il t.rosso (vulgaris) è più adatto per questi piatti, se invece vuoi un sapore più citrino e fresco il t. serpillo è quello giusto.

Origano: Origano e pizza. Se finisci il vasetto di foglioline secche per  aromatizzare il pomodoro della pizza o delle bruschette, aggiungi 1-2 gocce di olio essenziale di origano al pomodoro (mescola prima le gocce in un cucchiaio di olio e poi aggiungi quest’olio a una tazza di pomodoro fresco);

Santoreggia: lo stesso utilizzo dell’origano ma con un gusto più deciso, erbaceo, piccante…

E nei dolci?? Canapa, cannella, vaniglia, limone, incenso, arancio, mandarino… (leggi qui per imparare a creare cioccolatini aromatizzati)

Questi oli essenziali sono molto potenti perché contengono alte percentuali di sostanze attive come fenoli e in parte chetoni; Esempio: se ti cadesse una goccia di lavanda sulla mano non succederebbe niente anzi, ma credimi, se ti cadesse una goccia di timo o santoreggia sulla pelle lo sentiresti eccome: leggero bruciore, arrossamento, un po’ di irritazione. Questo effetto lo dà anche la cannella (puoi leggere questo post per approfondire questo olio essenziale).

L’utilizzo delle essenze in cucina lo trovo particolarmente utile per le persone (come me) che odiano stare tra i fornelli, cucinano in modo molto semplice e spartano e hanno quindi  l’esigenza di dare un tocco aromatico in più anche al piatto più semplice, come le verdure a vapore, un riso in bianco una bruschetta veloce; senza contare l’effetto aromaterapico  (digestivo e tonificante) di cui si arricchisce anche il cibo.

avvertenza: assicurati solo di acquistare oli essenziali che abbiano la dicitura “aroma per alimenti” o “integratore alimentare”, perché questi sono i veri oli essenziali da usare con sicurezza per un effetto terapeutico, tutto il resto è fuffa sintetica!!

 

 

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