Come scegliere un olio essenziale in una moltitudine di effetti curativi

C’è sempre stato un binomio conflittuale in me. Una parte razionale che mi spingeva a trovare la spiegazione scientifica di ogni effetto aromaterapico, e un’altra che mi chiedeva di lasciarmi andare un po’di più, di sentire e di credere. Questo binomio fa parte di me e lo apprezzo perché mi aiuta a non farmi travolgere dalle congetture e dalle credenze estreme.

Uno dei problemi più frequenti quando si vuole scegliere una determinata essenza per risolvere un determinato problema (fisico o emotivo) è la enorme quantità di usi che vengono elencati nei libri ma anche nel web, per ogni singolo olio essenziale. Non che sia generalmente sbagliato, ma la mia sensazione è che generalizzando, si cerchi di non omettere niente ma, in realtà, ciò spesso confonde le idee e fa si che( specialmente quando si iniziano a conoscere questi argomenti) l’apprendimento dell’aromaterapia sia più lento e difficoltoso.

Per esempio: Quanti oli essenziali sono definiti antimicrobici? moltissimi: lavanda, eucalipto, cannella, chiodi di garofano, timo, tea tree, e molti altri che in realtà però non possiedono questo spiccato effetto come i primi citati.

Come fare quindi a scremare, razionalizzare, fare esperienza per creare nella propria mente una pratico database di aromaterapia?

Personalmente cerco sempre di memorizzare solo uno o due effetti chiave di ogni olio essenziale e ricordare principalmente questi; sono effetti che ho visto anche nel tempo, durante il loro utilizzo su di me e sugli altri.

per scegliere queste caratteristiche chiave mi affido a diversi parametri:

  1. alla composizione chimica dell’essenza e quindi all’effetto curativo della o delle molecole con la percentuale più alta di concentrazione (tenendo conto anche del chemotipo);
  2. confronto incrociato tra più essenze con simili effetti curativi: per esempio, se dovessi  fare un aerosol per ottenere un effetto espettorante delle  prime vie respiratorie, tra lavanda e timo, (entrambe adatti come antisettici e antinfiammatori), preferirò usare il timo per il suo effetto espettorante e maggiormente antisettico. Se avessi avuto un semplice raffreddore magari avrei optato per la lavanda che ha un effetto più emolliente sulle mucose (mentre il timo ha un effetto più forte e aggressivo)ma comunque un discreto potere antisettico e antinfiammatorio.
  3. Un altro metodo di scelta è l’istinto personale, eh si. Specialmente quando scegliamo una essenza per ottenere uno specifico effetto emotivo. Se: lavanda, ylang ylang, melissa, rosa, neroli, verbena, sandalo, vaniglia sono tutte essenze delle quali si riconosce il loro effetto rilassante, personalmente in questo periodo non potrei fare a meno della verbena per il diffuso senso di benessere e conforto che mi dà. Forse non sappiamo il perché scegliamo una certa essenza, ma, dalle sue caratteristiche , possiamo estrapolare il motivo inconscio e sottile del perché ci attrae.                                               Fare esperienza diretta con gli oli essenziali e’ il miglior modo a mio parere per interiorizzare e comprendere pienamente il valore di ogni singola essenza, di ogni molecola fragrante ,di ogni odore del mondo.

 

 

 

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Potenziare le tisane (o il tè) con gli oli essenziali

Quando studiavo per la tesi durante il tirocinio presso un laboratorio erboristico nel 2004, il titolare un giorno mi disse: “devi smetterla di pensare come un farmacista”; non ce l’aveva certo con i farmacisti, quello che voleva dirmi era di smetterla di pensare a un prodotto erboristico in termini di “titolazione” ovvero di concentrazione di un singolo principio attivo per avere la certezza di un effettivo effetto terapeutico.

Uno degli insegnamenti più preziosi che ho imparato in quell’azienda è stato proprio il principio del fitocomplesso:

è la pianta nella sua totalità che va considerata per il suo effetto terapeutico, non solo un singolo estratto isolato; detto più chiaramente, si è visto che la sinergia di componenti contenuti in un estratto complesso spesso è maggiore del singolo componente anche se a questo viene attribuito l’effetto terapeutico maggiore.

Perché ho voluto raccontarti tutto ciò? Perché oggi voglio introdurti a un utilizzo degli oli essenziali molto divertente, utile e creativo, che va a ricomporre , bensì solo in parte il fitocomplesso di una pianta.

Gli oli essenziali sono una componente volatile, che nelle erbe essicate   rimangono solo in tracce; queste tracce sono il tenue aroma che percepiamo quando le annusiamo.

Questo significa che quando prepari la tua tisana, estrai quasi esclusivamente le sostanze solubili in acqua (sali minerali, sostanze amare, sostanze affini all’acqua in generale); del fitocomplesso originario della pianta che vuoi estrarre manca buona parte della componente “olio essenziale”, quindi ecco come puoi fare per arricchire di aroma e effetto curativo la tua tisana:

PROCEDIMENTO

prepara un vasetto con 50 grammi di miele (di tiglio o arancio per le tisane rilassanti, di eucalipto per le tisane antinfluenzali, millefiori o acacia per tutte);

aggiungi 10 gocce dell’olio essenziale o della miscela di essenze preferiti (vedremo in fondo al post qualche idea);

mescola molto bene e chiudi con un tappo ermetico.

questo miele aromatico non solo è ottimo per dolcificare la tisana (un cucchiaino per tazza) ma accentua anche il suo sapore e le sue proprietà (in questo caso usando essenze in accordo con la formulazione erboristica).

idee…

miele di arancio 50g- 7 gtt di arancio amaro-1 gtt di neroli- 2 gtt di limone RILASSANTE

miele di acacia 50g- 2 gtt di zenzero- 3 gtt di menta piperita- 5 gtt di limone DIGESTIVO

miele di eucalipto 50g- 5 gtt di timo vulgaris a timolo- 5 gtt di eucalipto  (eucaliptus globulus) ESPETTORANTE -ANTINFIAMMATORIO

PER AROMATIZZARE E RENDERE SPECIALE IL TUO TE’ NERO O VERDE:

sempre in 50 grammi di miele di acacia o millefiori, aggiungi 10 gocce di:

bergamotto, per realizzare il famoso Earl Grey

arancio amaro,

limone, se ti manca la fetta di limone, questa è un’ottima alternativa

menta spica, in particolare per aromatizzare il te verde

Per essenze come il gelsomino o la rosa metti solo 1 goccia di essenze in 50 grammi di miele.

Potrei dilungarmi ancora ma il post diventerebbe troppo lungo, per cui concludo qui con un piccolo N.B: mescola il miele aromatizzato prima di utilizzarlo perché questa preparazione  è una DISPERSIONE (di essenza in miele) non una SOLUZIONE (di essenze in alcool o in olio) 😉

a presto!

Giorgia

 

 

 

 

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