PROFUMOTERAPIA

OLIO ESSENZIALE DI ROSMARINO: CHIMICA E PROFUMO

“…Ho creduto che questa ricetta mi fosse donata da un angelo. Prendete l’acqua distillata, quattro volte 30 once, 20 once di fiori di rosmarino, ponete tutto in un vaso ben chiuso, per lo spazio di 50 ore: poi distillate con un alambicco a bagnomaria. Prendete una volta alla settimana una dramma di questa pozione, lavate con essa il viso ogni mattina e stropicciate con essa le membra malate. Questo rimedio rinnova le forza, solleva lo spirito, pulisce le midolla, dà nuova lena…”
Isabella, regina d’Ungheria

fiore di rosmarino
fiore di rosmarino

in questi giorni ho avuto la possibilità testare 2 estrazioni in corrente di vapore di rosmarino officinale coltivato e distillato a Monte Spada; Ho confrontato questi oli essenziali con alcuni chemotipi di rosmarino a cineolo e rosmarino a canfora per riuscire a capire olfattivamente, almeno a grandi linee la loro composizione chimica e di conseguenza le loro proprietà.

DESCRIZIONE OLFATTIVA delle due distillazioni

La prima è una selezione ovvero l’olio essenziale estratto durante la prima mezz’ora di distillazione (la testa ), la seconda invece comprende tutto l’o.e. dalla fine della prima mezz’ora in poi (cuore e coda ).

La selezione risulta essere molto fresca ed erbacea e la presenza di cineolo come punta è chiara e ben percepita; poco dopo subentra una nota erbacea dolce e non aspra, la presenza di canfora invece è debolmente percepita. C’è comunque una dolcezza in sottofondo, quasi di caramella.

La seconda estrazione, esprime una nota di testa meno pungente, dalle sfaccettatute più legnose, più simili volendo al profumo di un rametto di rosmarino strofinato tra le dita. Ancora più interessante è la nota finale, citrata, erbacea, che ricorda la melissa appena tagliata e la verbena odorosa.

IL CINEOLO

Uno dei composti chiave del rosmarino e di altre essenze che vedremo è L’1,8 cineolo.

Questa molecola (un ossido) è presente anche nell’eucalipto (dove viene denominato eucaliptolo), nel mirto, nel cardamomo, nell’alloro e in molti altri.

Prendiamo rosmarino, eucalipto, cardamomo, mirto

Prima che  ti descriva l’odore del cineolo mi sapresti dire qual è la nota odorosa che hanno in comune?Un aiutino puoi trovarlo in questo post.

Si è proprio quella nota pungente, fresca, medicinale, che apre il respiro; quella nota che ti evoca l’eucalipto appunto, mentre annusi il cardamomo, il mirto, e il rosmarino a cineolo e dici: caspita sembra quasi eucalipto!

Il cineolo ha proprietà espettoranti e mucolitiche, insetticide e antimicrobiche. Per questo quando scegli il rosmarino da utilizzare informati bene di quale chemotipo si tratta; quello a cineolo ha principalmente le proprietà citatate per il cineolo, quello a canfora ha una spiccata azione antinfiammatoria e anestetica locale , ed è molto efficace per il dolore muscolare.

IL ROSMARINO IN PROFUMERIA BOTANICA

Trovo che il rosmarino a canfora e la seconda estrazione di Monte Spada siano i più adatti per la creazione di profumi, perché più aromatici e armonici di quello a cineolo che ha una nota di punta più spiccata. È ingrediente fondamentale per la creazione di colonie aromatiche, rinfrescanti ed energizzanti. È una nota di punta, e armonizza benissimo con lavanda, salvia sclarea, labdano, pino, incenso e neroli oltre che con  gli agrumi in particolare il bergamotto e il limone.

Per esaltare il suo potere rinfrescante ed energizzante, abbinalo agli ingredienti delle colonia, per esaltare il suo effetto  aromatico e creare atmosfere spirituali mescolalo alle conifere e alle resine, come sempre è una questione di punti di vista, anzi di naso…

 

 

 

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